mostra di Buga (Gabriele Buratti)
dal 17 al 27 al 9 maggio 2015

La pittura di Buga considera l’evoluzione del linguaggio, dall’epoca rupestre a quella odierna delle macchine, dove la semiologia ha fatto un salto che allontana l’uomo dal mistero del sacro. “Se gli uomini delle caverne inventarono il primo linguaggio per esigenze tribali-sacrali, quello odierno dei codici (a barre) è il simbolo della prevaricazione delle leggi di mercato su quelle dell’etica”.
Attraverso la sua accurata tecnica pittorica a olio su tavola, fatta di velature e graffiature producendo atmosfere rarefatte e conturbanti che rendono l’atmosfera particolarmente interessanti.
Gli animali sono il paradigma di una logica tutt’altro che ambientalista. E’ questa la tematica di cui si è sempre occupato BUGA: osservare quali comportamenti e accadimenti siano connotati dall’istinto animale e quali il risultato di una cognizione civile e consapevole. L’essere umano non ha ( ancora? ) la facoltà di trovare la misura ideale dell’abitare in quanto non ancora pienamente convinto che un rapporto simbiotico con la natura sia la condizione sine qua non per riconcepire l’architettura.

BIOGRAFIA
Gabriele Buratti “Buga” nasce a Milano nel 1964, si diploma al liceo artistico e, laureato al Politecnico in Architettura del Paesaggio, sviluppa negli anni interesse per i carattere fisici, antropici, storici e strutturali del territorio che influenzerà profondamente la sua opera di pittura, scultura e fotografia. Dal 1993 ad oggi espone le sue opere nelle gallerie e musei. Nel 2013 fonda l’associazione “Artists 4 Rhino” promuovendo esposizioni d’arte contro l’estinzione del rinoceronte e non solo.