AZIONI REALI IN UNO SPAZIO STRANIERO

mostra di Christian Flores

con il Patrocinio del Consolato Generale del Perù

dal 8 al 25 maggio 2013

Straniero… viaggio, assenza, sogni, ricordi, adattamento, malinconia, sofferenza, spostamento… Straniero.

Parole tradotte in immagini, movimento, sequenza, suono, per rappresentare lo spazio individuale e collettivo condiviso.
Uno spazio alieno che stimola, contrasta, trasforma, modifica la condotta, la psiche di chi deve adattarsi a una nuova casa, la casa degli altri, la casa di tutti, la casa dei sogni… lontano da casa.
Christian Flores è un artista peruviano che vive a Milano da 2 anni. Sceglie il soggetto dei suoi lavori artistici dopo una lunga osservazione della realtà sociale che lo circonda. In questa mostra l’artista affronta il tema dell’immigrazione decidendo di viverla in prima persona osservando la gente nei suoi spostamenti quotidiani in metropolitana. Qui, seduto nei vagoni della metrò, scatta una serie di fotografie che ritraggono persone in movimento. Gente che arriva, parte, si siede, dorme, ascolta la musica, parla, si arrabbia, ride. Una volta seduto, fotografa i 4 sedili che gli stanno di fronte e la gente che ritmicamente ci si siede: italiani, peruviani, russi, marocchini, egiziani, svedesi, africani. Nasce un ritratto del recente carattere multietnico di Milano: gente di ogni parte del mondo che si ritrova assieme quando si sposta sui mezzi pubblici. La gente in metropolitana è come costretta a stare assieme, dovendosi spostare, e inconsciamente rivela i propri sentimenti verso gli altri. Nella metrò le divisioni, le frontiere, le barriere fra le persone sembrano cadere. Italiani e stranieri si siedono vicino, uno accanto all’altro. Gente che arriva e gente che se ne va. In & out. Come è successo a Christian che dopo la formazione e la lunga esperienza di mostre in Perù, ha deciso di venire in Italia per arricchire la sua formazione umana e culturale. Come gli stranieri che vengono in Italia per lavorare, studiare, viaggiare o semplicemente per curiosità. Si fermano qui per qualche anno per poi ritornare nel loro paese natale o per spostarsi in altri paesi. Nella mostra 2 video uno di fronte all’altro proiettati sulle pareti vogliono far rivivere al visitatore l’esperienza che Christian ha vissuto e sapientemente catturato con la macchina fotografica nella metrò. Da visiva l’esperienza diventa auditiva: sentiamo le voci dei migranti che raccontano il perché dei loro spostamenti. Sono tutti personaggi anonimi, incontrati casualmente. L’immigrazione è infatti un fenomeno mondiale che ci riguarda tutti perché riguarda ognuno di noi. Da sempre l’uomo si sposta per cercare altri orizzonti, altri sogni, altre speranze.
Tommaso Cigarini