Spazio DoloMiti presenta una mostra di Gianfranco Ferlazzo, “The Adbusters project box” una sorta di “bestiario del “segno” contemporaneo.

Una analisi prettamente semiotica sul nostro dodecaedrico immaginario.

Questo progetto nasce dalla collaborazione con il leggendario Magazine canadese Adbusters con cui l’artista ha avuto il piacere di collaborare. Ed è, per certi versi, una “trasposizione”, in opera, dell’estetica ideologica di quella straordinaria rivista. “The Adbusters project box” cerca di mettere a fuoco la “carne ideologica” di qualsiasi linguaggio che è sempre e comunque, “politico” per antonomasia.

Nelle opere di questo progetto parole, frasi, brand, interferiscono terroristicamente sulle immagini, creando una sorta di nuovo “significato” un ” nuovo discorso”, apparentemente illogico, sincronico, iperbolico, non conseguenziale, anti narrativo che crea, così facendo, nuove “isole significanti” disancorate dall’ideologia che le modella, per una nuova “politica del segno”.

Il discorso del potere, che usa il linguaggio come strumento operativo è sempre legato al suo segno di equivalenza generale e cioè il segno del denaro.

Solo se il segno sarà assemblato a creare un nuovo discorso (paradossale, surreale, iperbolico), sarà unitariamente possibile uscire dall’impasse del discorso del potere e della sua conseguenziale ideologia.