a cura di Jacqueline Ceresoli

dal 4 al 22 aprile

Pierpaolo Maggini presenta in anteprima le opere recenti elaborate dal precedente ciclo “A sud di nessun nord” incentrato sul tema della folla: una massa puntiforme di individui che se viste dall’alto o da lontano appaiono come una proiezione astratta.
Dalla figurazione quasi iperrealista, l’autore nelle nuove opere è approdato all’astrazione, a una deflagrazione informale, in cui alla figura è stato sostituito il frammento materico, dove il coriandolo ha assunto un valore formale, pittorico e simbolico.
Il passaggio dalla pittura ad olio alla sperimentazione del coriandolo, non ha modificato la sua investigazione poetica incentrata sulla fragilità della condizione umana, e in questa epoca complessa, nell’ambito dei nomadismi globali, il rischio è quello della perdita di identità e della disumanizzazione, dove germoglia la paura dell’altro.
Nelle nuove opere dal forte impatto materico e dagli effetti cromatici vibranti, il nomadismo globale e le migrazioni epocali non sono non dipinti, bensì evocati dalla stratificazione materica di coriandoli dai colori vivaci, anche monocromi, blu, rossi, viola e bianchi in cui la massa puntiforme di carta “polverizzata” diventa una metafora sulla condizione di precarietà esistenziale.
Queste masse indistinte di individui costituiscono la nuova identità della società contemporanea, per qualcuno sono un problema per altri, se viste da un altro punto di vista possono diventare un’opportunità di speranza per un mondo più compatto, coeso e solidale al di là di ogni orizzonte ideologico o religioso.

 

Jacqueline Ceresoli